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Guardia Sanframondi - cenni storici

Il territorio su cui oggi sorge Guardia Sanframondi fu tenuto e forse abitato da popolazioni osche e sannite e fu teatro di guerre tra Romani e Sanniti. Alla caduta dell’Impero Romano tutto il territorio subì le invasioni barbariche, tra cui quelle dei Goti e soprattutto dei Longobardi. Furono questi ultimi a chiamare il paese “Warda”. Verso al metà del secolo XI divenne possedimento dei Normanni e forse fu affidato come feudo a un “de Sancto Flaymundo”, il primo della famiglia Sanframondo che restò padrona del paese e del suo territorio, come di altri centri limitrofi, fino alla metà del XV secolo. Successivamente il paese fu dominato dai Carafa fino al 1808 quando i loro possedimenti furono espropriati in seguito alla abolizione della feudalità. Al tempo dei Borboni il paese ha vissuto in tono sommesso le vicende politiche.

Peculiarità

Il suo centro storico, sopravvissuto al terremoto del 1688, è ammirato dai cultori di urbanistica perché conserva una tipica apertura a ventaglio, che si sviluppa intorno ad una struttura fortificata di origine longobarda. E’ circondato da antiche porte di accesso: Porta Di Santo, Porta Francesca, Porta Dell’Olmo e Porta Ratello, con stradine strette e tortuose, spesso a gradini, con le case addossate l’una all’altra e dai caratteristici portali in pietra locale. Ma Guardia Sanframondi è conosciuta soprattutto per “i riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta”. Si tratta di una manifestazione religiosa che ha luogo con cadenza settennale nella prima settimana successiva al 15 di agosto da almeno quattro secoli. Essa consiste in un lungo corteo formato dai quattro rioni del paese che compongono molti quadri viventi, i “misteri”, che riproducono avvenimenti e scene di vita di personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento. A questa processione partecipano circa 400 penitenti, in saio bianco ed incappucciati, che si flagellano le spalle con catenelle (flagellanti o disciplinanti) o si percuotono il petto fino a farlo sanguinare, con cilicio irti di spilli (battenti). Questo rito di penitenza viene svolto nella chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta ed a san Filippo Neri, patrono di Guardia Sanframondi.

Da vedere

 

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