Peculiarità
Il suo centro storico, sopravvissuto al terremoto del 1688, è ammirato dai cultori di urbanistica perché conserva una tipica apertura a ventaglio, che si sviluppa intorno ad una struttura fortificata di origine longobarda. E’ circondato da antiche porte di accesso: Porta Di Santo, Porta Francesca, Porta Dell’Olmo e Porta Ratello, con stradine strette e tortuose, spesso a gradini, con le case addossate l’una all’altra e dai caratteristici portali in pietra locale. Ma Guardia Sanframondi è conosciuta soprattutto per “i riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta”. Si tratta di una manifestazione religiosa che ha luogo con cadenza settennale nella prima settimana successiva al 15 di agosto da almeno quattro secoli. Essa consiste in un lungo corteo formato dai quattro rioni del paese che compongono molti quadri viventi, i “misteri”, che riproducono avvenimenti e scene di vita di personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento. A questa processione partecipano circa 400 penitenti, in saio bianco ed incappucciati, che si flagellano le spalle con catenelle (flagellanti o disciplinanti) o si percuotono il petto fino a farlo sanguinare, con cilicio irti di spilli (battenti). Questo rito di penitenza viene svolto nella chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta ed a san Filippo Neri, patrono di Guardia Sanframondi.
Da vedere
- Centro storico, XIV sec. intorno al Castello, presenta quattro porte di accesso (Porta Francesca, Porta Ratello, Porta Di Santo, Porta dell’Olmo);
- Castello, origini incerte ma la sua costruzione viene attribuita per consuetudine ai Sanframondo;
- Museo degli Argenti: risalente al 1139, conserva opere sacre di grande valore;
- Convento San Francesco: XVII sec.;
- Statua dell’Assunta: statua lignea risalente al 1300, che ha dato vita alla particolare ricorrenza dei riti settennali;
- Chiesa dell’Annunziata, ricostruita nel 1428;
- Cappella della Madonna delle Grazie: edificata nel 1511 e più volte ricostruita, oggi presenta annessa una Torre campanaria;
- Chiesa di San Rocco, edificata nel 1575;
- Chiesa di San Sebastiano, stucchi in stile rococò napoletano di Domenico Antonio Vaccaio.
- Fontane: in via Portella e via Vicinato risalenti al 1100, quella in via Guidi e la Fontana del Popolo risalenti al 1800;
- OASI faunistica fulcro di una rete d’itinerari naturalistici, laboratorio naturale permanente e funzionale, ospita cervi.


