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San Salvatore Telesino - cenni storici

Sul territorio dell'attuale comune di S. Salvatore Telesino fu la Telese Sannita e la Telese colonia romana.
Telese tanta parte ebbe nella storia antica fu centro di attività politica, nucleo di romana potenza, capo di gastaldato longobardo, luogo importante pel sito, sede di potere spirituale con vasta giurisdizione.
S. Salvatore Telesino prese il nome dall'omonima badia, fondata durante il dominio longobardo, e probabilmente nel decimo secolo, quando il monachismo, affermatosi potentemente, si arricchì di territori e chiese, ma pur tuttavia contribuì moltissimo all'aumento della popolazione e alla cultura delle deserte campagne. L'ultimo Abate benedettino fu un Giovanni di Limata, nel 1448. Vuolsi che il monastero sia stato soppresso nel 1518, quando la Badia di S. Salvatore Telesino venne tramutata in Commenda ecclesiastica di libera collazione, conferita per la prima volta ad un Francesco Monsorio di Napoli dei feudatari del luogo, e in ultimo a un abate Zucchini di Firenze. Estesi erano i possedimenti, poiché risulta dai registri della cancelleria Angioina che il monastero possedeva in feudo il casale di Villa-corsina, il casale di S. Salvatore di Telese, il casale degli schiavi, il casale di Porto Corto, il casale di Raieta, il casale di Venere, il casale di Alviglianello, e quelli di Carattano e Campagnano.

Peculiarità

In località Telese Vetere, si incontrano le rovine dell'antica Telesia, città del I secolo A.C.
ricordata per la prima volta da Tito Livio a proposito della seconda guerra punica. Distrutta più volte dalle incursioni saracene, fu sempre ricostruita fino al 1349, quando un terribile terremoto costrinse gli abitanti ad abbandonare la città e fondare nuovi Casali; da qui il Casale di San Salvatore.
Le rovine che si scorgono sono i resti della cinta muraria, ridotte a mura sparse, simili ad opus reticulatum.
Le mura dell'antica Telesia sorgono in aperta campagna tra San Salvatore e Telese. Rimangono ben conservate su tutto il loro percorso: All'interno dei resti della cinta muraria, tra i campi coltivati, si possono ancora distinguere frammenti di strade lastricate, tra i quali un tratto dell'antica Via Latina, che attraversava la città, e i resti di un teatro e di un anfiteatro e di tre edifici termali.

Da vedere

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